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Bio
Quando era piccolo, Michele D’Ignazio voleva diventare come Superman. Anche lui aveva il suo mantello da supereroe, solo che per cambiarsi non aveva bisogno di entrare nelle cabine telefoniche. Crescendo, il suo mantello è diventato invisibile. All’inizio si è un po’ preoccupato, finché scarabocchiando sul suo quaderno ha scoperto che un superpotere ce l’aveva: quello di raccontare. Un giorno si è messo a scrivere “Storia di una matita” e da allora non è più riuscito a fermarsi. Ha conquistato un sacco di bambini, che lo adorano anche per la sua chioma cespugliosa (dopo le presentazioni, molti vorrebbero toccarla, per capire se è vera, se usa il balsamo e se escono da lì le idee per i suoi libri). Oggi Michele pubblica libri per Rizzoli. E questi libri mica li leggono solo i bambini italiani. “La trilogia di Babbo Natale”, iniziata con “Il secondo lavoro di Babbo Natale”, è stato tradotto in 13 lingue, tra cui il coreano e il catalano. Pensate un po’. E dal suo autobiografico “Il mio segno particolare” è nato uno spettacolo bellissimo. Quando non scrive, legge, viaggia, cammina e va al mare. E poi ama incontrare i bambini nelle scuole, così non deve per forza fare l’adulto. D’estate gestisce una piccola locanda a San Nicola Arcella, dove ogni sera finisce a chiacchierare con gli amici che lo vengono a trovare da ogni dove.
Bibliografia essenziale
Storia di una matita, Rizzoli
Storia di una matita a casa, Rizzoli
Storia di una matita a scuola, Rizzoli
Il secondo lavoro di Babbo Natale, Rizzoli
Pacunaìmba, l'avventuroso viaggio di Santo Emanuele, Rizzoli
Il mio segno particolare, Rizzoli
Fate i tuoni!, Rizzoli




Michele nasce il 7 gennaio 1984. I suoi genitori non vedono l'ora di conoscerlo, di prenderlo in braccio, di portarlo a casa. Ma quando lo vedono per la prima volta restano stupiti! Sulla schiena il piccolo ha un neo gigante a forma di mantello, proprio come quello dei supereroi. Iniziano così mille avventure, dentro e fuori dagli ospedali, con medici, sale operatorie e infiniti rotoli di garza. Con ironia e leggerezza Michele oggi ci racconta la sua vita a pois, svelandoci le tante emozioni che ha vissuto e descrivendo tutti quei grandi che lo hanno aiutato quando lui era piccolo. Che gli sono stati accanto, con coraggio, sensibilità e allegria. E che gli hanno dato la spinta a diventare la persona che è oggi, uno scrittore attento alla bellezza di tutti i segni particolari e amico dei bambini, a cui non smette di raccontare storie.
I protagonisti di questa storia sono tre. C'è Murad, che scappa dalla guerra e cerca una nuova casa, portandosi dietro un piccolo simbolo delle proprie radici, un'ampolla con l'acqua dell'Ararat. C'è Zaira, che insegue un sogno, qualcosa di importante in cui credere e impegnarsi, e passa le giornate a sorvegliare un nido di Caretta caretta in attesa della schiusa delle uova. Entrambi hanno dodici anni, ma sono già alla ricerca del loro posto nel mondo. Infine, c'è il piccolo borgo calabro affacciato sul Mediterraneo, che non si arrende a quello che appare un inevitabile svuotamento e vuole tornare a essere "casa" per qualcuno. Con la sua scrittura evocativa e condita di giochi di parole, Michele D'Ignazio tesse una storia di attese, speranza e incontri, in un luogo in cui il futuro ha un cuore antico.
Santo Emanuele è il giovane aiutante del sindaco di Lancastre, un tipo eccentrico e truffaldino. Le elezioni sono imminenti e, per restare in carica, il primo cittadino ha bisogno del voto di un lontano parente di Santo Emanuele, disperso da anni in Brasile. Con la dolce collega Mara nel cuore, il ragazzo si imbarca in un viaggio tra gli imponenti alberi del mato, le baracche delle favelas e i bambini che giocano nel diluvio per poi scoprire che la vita può essere molto diversa da come l'ha sempre conosciuta.
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