©
Ritrovarsi con un viaggio

I nostri servizi su misura
Bio
Nato a Milano il 28 maggio 1967, Gabriele Clima è uno scrittore, illustratore e formatore. Fin dall'inizio della sua carriera, si è distinto per la sua capacità di rivolgersi a molteplici fasce d'età, creando albi illustrati per la primissima infanzia, libri-gioco e, soprattutto, romanzi di grande spessore per preadolescenti e giovani adulti.
Clima non si limita alla scrittura solitaria: è un formatore estremamente attivo sul territorio. Viaggia costantemente per tenere incontri e laboratori di lettura e scrittura nelle scuole di tutta Italia e all'estero, dialogando direttamente con studenti, docenti ed educatori. È membro dell'ICWA (Italian Children's Writers Association) e i suoi libri hanno superato i confini nazionali, venendo tradotti in più di venti lingue, tra cui inglese, francese, arabo, cinese e giapponese.
Bibliografia essenziale
"Il sole fra le dita", Edizioni San Paolo
"Continua a camminare", Feltrinelli
"La stanza del lupo", Edizioni San Paolo
"Fiori di Kabul", Einaudi Ragazzi
"Alibel. La Malastriga", Il Battello a Vapore
"Il bimboleone e altri bambini", Edizioni Corsare












Dario ha sedici anni. È un tipo difficile da trattare, ne sanno qualcosa i suoi insegnanti. Vive con la madre con la quale comunica poco o nulla. Il padre non c'è più, ha abbandonato la famiglia quando Dario era solo un bambino portando via con sé gli ultimi ricordi felici e il suo rassicurante abbraccio. Da allora Dario vive allo sbando. A scuola, dopo l'ennesimo scontro, il preside decide di assegnarlo per punizione a un servizio di assistenza "volontario" a uno studente disabile. E così Dario conosce Andrea, detto Andy, immobilizzato su una sedia a rotelle e incapace di comunicare. Dario e Andy. Non potrebbero essere più diversi, ma una straordinaria avventura "on the road" ribalterà tutti gli schemi.
Quanti sono i bambini del mondo? Tanti, tantissimi. E tutti diversi... Tu che bimbo sei?
Maryam abita a Kabul. Come tante ragazze afgane, ha un padre fedele alla tradizione rigida e ultraconservatrice diffusa nel Paese che nega alle donne ogni forma di libertà. Un giorno, a casa di Maryam, si ferma una straniera. Sta attraversando l’Afghanistan con la sua bicicletta. Per Maryam quell’incontro segnerà una svolta. Alle donne, in Afghanistan, è vietato andare in bicicletta; è vietato protestare, fare sport in pubblico, uscire di casa senza permesso. Ma Maryam sa che le cose si possono cambiare. E quando sarà abbastanza grande per prendere le sue decisioni, sceglierà proprio una bicicletta come strumento di emancipazione. Il suo non sarà un semplice viaggio: sarà un esempio per uomini e donne, una piccola rivoluzione silenziosa attraverso uno dei Paesi con la più alta discriminazione di genere.
©